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Coronavirus: aggiornamenti per la comunità universitaria / Coronavirus: updates for UniTo Community

 

"Questo corso è stato una bellissima esperienza. Sono venuto in contatto con il mondo della scuola in ospedale che non conoscevo, con le sue varie realtà ed anche con le sue problematiche. I colleghi, e soprattutto le colleghe, sono state tutte "illuminanti" ed hanno saputo rendere appieno la propria esperienza e la passione con cui vivono il loro lavoro. I docenti sono stati di ottimo livello: alcuni li conoscevo già direttamente, altri no, ma tutti hanno saputo creare un clima di condivisione e di coinvolgimento veramente unico, che a mio avviso, è riuscito ad andare oltre la distanza fisica ed a "prenderci" nel profondo. Molte volte sono stato veramente affascinato dagli argomenti trattati, spesso anche difficili. Penso si sia creato un bellissimo clima di condivisione, difficilmente ripetibile.
Ho imparato molto e ascoltato molto: spero di rielaborare al meglio l'esperienza vissuta".

Lodovico


"Perché un insegnante dovrebbe svolgere il Master in La scuola in ospedale? Essendo l’uomo un essere con mille sfaccettature ci potrebbero essere altre mille risposte. Nel mio caso, io credo che per essere un buon insegnante sia necessario conoscere tutti i contesti formativi sia scolastici che extrascolastici. Al giorno d’oggi viviamo in una società estremamente complessa ed eterogenea. Per questo motivo, per provare ad essere un’insegnante più vicina ai bisogni educativi dei miei alunni ho deciso di iscrivermi al Master in La scuola in ospedale".

Alessandra


"Personalmente ritengo sia utile tutto ciò che è stato trattato durante il Master in La scuola in ospedale: le lezioni di medicina consentono di ampliare le nostre conoscenze e di approfondire tematiche che come insegnanti non abbiamo studiato; la pedagogia dei genitori è una cosa assolutamente necessaria per la formazione dei docenti ospedalieri, in quanto le famiglie vivono una situazione traumatica e per coinvolgerle in maniera adeguata gli insegnanti devono avere maggiori competenze a riguardo; le esperienze di docenti e le testimonianze permettono di conoscere le buone prassi e i vissuti delle persone".

Sonja


“Cosa intendete voi per soddisfazione? Saper lavorare in un contesto difficile, adattandosi a luoghi talvolta improvvisati e poco adeguati per svolgere una lezione, con tempi poco scansionati e intervallati da visite mediche, esami, responsi a volte poco positivi? Oppure incontrare i bambini e i ragazzi nei corridoi di un ospedale, nelle sale comuni quando “fortunati” oppure da soli nelle loro stanzette fredde e tristi, saper di non poter abbracciarli ma riuscendo a creare un clima di empatia con un sorriso, con il tono di voce, con uno sguardo? Imparare a riconoscere i propri limiti ed errori, saper chiedere aiuto ad un collega, collaborare, aiutarsi a vicenda? O forse ancora saper portare un po’ di normalità laddove di normale non vi è proprio nulla? Se intendete questo con la parola “soddisfazione”, allora sì, fare scuola in ospedale dà tante soddisfazioni e il Master in La scuola in ospedale mi ha aiutato a crescere molto a livello personale e professionale.

Ho avuto la possibilità di seguire lezioni di medici, insegnanti, studenti, che mi hanno trasmesso non solo conoscenze ma anche passione. Ho incontrato in ospedale insegnanti, medici, infermieri, bambini e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa dentro. Ho imparato a lavorare in modo differente, a sapermi adattare, a calibrare ogni singola parola ed espressione. Ho imparato ad amare ancora di più il mio lavoro di insegnante. Quello che si impara durate questo percorso lo porti nel cuore per sempre e lo trasmetti ogni giorno in classe o in ospedale ai tuoi alunni”.

Daniela


"Ciò che a me è davvero utile del Master in La scuola in ospedale è la formazione sulle specificità della scuola in ospedale e l'istruzione domiciliare, sulle metodologie più nuove e adatte agli allievi, sulle dinamiche di insegnamento-apprendimento caratterizzanti lo specifico ambito ospedaliero/domiciliare.

Ho trovato molto interessante il lavoro presentato da Maria Aliberti sull’effettivo impegno umano e professionale richiesto al docente ospedaliero; il suo percorso virtuale attraverso i corridoi, le stanze dei pazienti, gli ambulatori, che mi ha permesso di incontrare alcuni allievi e le loro specificità, è stato di una bellezza toccante e di una sensibilità infinita. Utilissimi ed esaustivi anche gli interventi del prof. Furlan: ha avuto la capacità di farmi cogliere l’aspetto più umano e vero del medico, di lasciarmi intravedere quanto sia importante l’interazione autentica fra i professionisti della salute e i docenti ospedalieri, affinché  questi ultimi possano operare le scelte didattiche e metodologiche più adatte ai bisogni specifici dei ragazzi ricoverati, nel pieno rispetto del protocollo di cura.

In tutta onestà, tutte la formazione proposta mi è sembrata davvero motivante e completa; mi auguro di poter presto iniziare il tirocinio, l’aspetto per me più attraente di tutti e il modo più vero per mettermi in gioco e per avere l’opportunità di affiancare professionisti che da anni lavorano sul campo e dai quali non vedo l’ora di imparare ed attingere a piene mani per crescere".

Mariantonia


"Come in un tessuto la trama è il filo che lo attraversa, così in un ospedale pediatrico l'attenzione al prendersi cura è quell'indispensabile filo conduttore che attraversa la vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie. In questo senso, la scuola in ospedale contribuisce, insieme alle altre figure di riferimento, a ricamare una linea onnipresente carica di speranza e resilienza nelle grigie giornate degli alunni ricoverati.

La mia esperienza comincia con la collaborazione con l'associazione Dear Onlus, attiva presso l'Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, che mi ha permesso di analizzare l'impatto del videogioco in realtà virtuale TOMMI, sviluppato dall'azienda Softcare, nell'alleviare stress e ansia in bambini e adolescenti di oncoematologia sottoposti a cure mediche invasive e dolorose. Questo è stato il primo passo per comprendere che oltre la diminuzione degli indici di stress, la realtà virtuale consente lo sviluppo di dinamiche emozionali che fanno affiorare nei bambini e ragazzi racconti di gioie, dolori, esperienze, attività con grande trasporto e passione. Il Master in La scuola in ospedale mi ha permesso di intrecciare il potenziale della realtà virtuale alla didattica personalizzata della scuola in ospedale, in particolare durante le lezioni di scienze della prof.ssa Aliberti. Oltre a migliorare la concretizzazione dei contenuti disciplinari e a smontare false credenze, si è contribuito alla creazione di una didattica per competenze quale terreno fertile per il potenziamento delle soft skills, indispensabili ancor più nel contesto ospedaliero. È emerso che la realtà virtuale è un'alleata dei docenti ospedalieri nel contribuire a trasformare il confine delle mura ospedaliere in orizzonti quanto nell'ordìre nuovi tessuti sul telaio della vita degli alunni ricoverati".

Serena


 

Ultimo aggiornamento: 18/04/2021 10:21